La magia delle enneadi a confronto: Palmanova e Cirò

14 giugno 2020 

L’estate bussa alle porte delle nostre case, ci invita a guardare oltre nell’orizzonte del pensiero. Accogliamo il suo invito in modo certamente differente a seconda di come stiamo vivendo le contingenze del periodo, alla ricerca del recupero di una normalità nella quale le vacanze, che alla stagione si confanno, possano  contribuire a creare  il vuoto necessario  a renderci in grado di assorbire una rinnovata vitalità creatrice da parte di ciò che ci circonda: la cultura del territorio che ha preso forma attraverso la realizzazione di architetture o interi centri  urbani espressioni di una conoscenza ammantata dalla bellezza che rende la conoscenza stessa apparentemente tranquillizzante. 

 

Infinite le mete che costituiscono le gemme della preziosa collana che adorna il “bel paese”, e questa è l’occasione per fare in modo che due di esse, fra le tante possibili, siano in grado di veicolare l’attenzione sul substrato di cultura costituente l’ordito e la trama del nostro territorio.

 

Lo studio del calendario e la concezione della pavimentazione del cortile nel castello Carafa di Cirò, con la stella a nove punte incompleta, che potrebbe essere una rappresentazione del cosmo in diretto rapporto con gli studi preparatori del nuovo calendario elaborato dall’astronomo calabrese Luigi Lilio, e con esso il pitagorismo matematico, l'ennagramma e le conseguenti implicazioni simbologiche, precedono la progettazione e la realizzazione di Palmanova. 

 

Certo è che in quella epoca i migliori studiosi elaboravano città ideali e modelli di studio sulla forma stellare a nove punte che riporta alla tradizione arcaico-pitagorica (l’enneade-enneagramma-potenza del tre rappresentava l’ultimo numero monadico dal quale scaturiscono tutti gli altri). In un mio particolarissimo studio dimostro che la tetraktis pitagorica è fusa all’interno dell’enneagramma. L’uno vive dell’essenza dell’altro. L’enneagramma è la rappresentazione divina della tetraktis. Consiste nel famoso passaggio nitzeschiano del percorso che porta “dalla bestia al superuomo”. 

 

Palmanova si trova nella provincia di Udine, in Friuli Venezia Giulia. Nonostante abbia poco più di 5000 abitanti, il comune è molto popolare in Italia per la sua strana pianta della città, geometricamente perfetta. Il borgo sembra uscito da un film di fantascienza per la sua forma di stella a nove punte e per una serie di studi e coincidenze che hanno avvolto la città di mistero. 

La città stellata, come è anche chiamata, è circondata da mura e fossati per una lunghezza di circa 7 chilometri; sei strade convergono verso il centro, una piazza esagonale talmente perfetta che è facile rimanere impressionati dinanzi a tale ordine. Ma sono anche i numeri a lasciare meravigliati, tutti basati sul “3” e suoi multipli: la stella è a 9 punte, come sono 9 anche i bastioni di fortezza e le cerchie della cinta muraria. Ci sono 3 porte di accesso, 18 strade radiali, 6 strade principali. 

Il progetto di questa città fu inizialmente affidato a Leonardo da Vinci, ma il grande artista rifiutò di realizzarlo per altri impegni. Tuttavia, da alcuni documenti storici sembrerebbe che vi fece comunque una visita di sopralluogo e dispensò alcuni preziosi consigli.

Veduta aerea di Palmanova 

Atanasus Kirker - Aritmologia 

     (Pitagora e un maestro sufi roteano sull'enneagramma per l'ascensione spirituale)

La fondazione di Palmanova avvenne il 7 ottobre 1593 (la bolla di Clemente VIII per il calendario è del 1582). Una data non casuale, scelta dai rappresentanti della Repubblica di Venezia per ricordare l’anniversario della vittoria di Lepanto sui Turchi il 7 ottobre 1571. Questo anche perché Venezia voleva sottolinearne la fama di fortezza inespugnabile, contro le scorrerie dei Turchi e per arginare le mire espansionistiche degli Arciducali, fino a quando il generale Bonaparte la conquistò. Nel 1960 con Decreto del Presidente della Repubblica Palmanova fu proclamata monumento nazionale. 

 

Oggi paure e misteri si sono dissolti lasciando il posto a fascino e particolarità. Tra i monumenti da visitare, le tre porte che permettono l’accesso alla città (porta Udine, porta Cividale, porta Aquileia), la piazza Grande, dalla pianta esagonale, su cui si affacciano tutti i principali edifici, il Duomo, il Civico museo storico e il Museo storico militare. 

 

Eppure nel Seicento Palmanova incuteva timore: questa non avrebbe dovuto ospitare solo militari impegnati in guerra, ma era stata progettata per contenere anche 20.000 abitanti. Il progetto tuttavia naufragò: forse perché spaventava l’idea di far crescere i propri figli in ambienti bellico, o forse perché si riteneva che la città avesse davvero qualcosa di ultraterreno nella sua struttura.

 

Un articolo di Salvatore Costa per il Corpus Domini 

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